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Taping Neuromuscolare

Taping kinesiologico, Kinesiotaping, Taping Neuromuscolare, Taping Kinesi Terapico… tantissimi nomi per dire la stessa cosa: il “cerotto colorato” come l’ha chiamato una cliente, semplificando molto la realtà ma colpendo pienamente nel segno. 

 

Ma cos’è, una volta per tutte, il Taping Neurouscolare?

È una tecnica non invasiva e non farmacologica che, attraverso l’applicazione di un nastro adesivo ed elastico con particolari caratteristiche meccano elastiche, offre una stimolazione meccanica in grado di creare spazio nei tessuti, favorire il metabolismo cellulare, attivare le naturali capacità di guarigione del corpo e normalizzare la propriocezione neuromuscolare. L’altra domanda che, ovviamente, sorge spontanea è:

come funziona il Taping Neuromuscolare?

La tecnica, a differenza del taping tradizionale, si basa sull’agevolazione dei movimenti cutanei e muscolari in modo da ottenere un effetto biomeccanico terapeutico sulle zone trattate. Perché ciò avvenga devono essere rispettati alcuni fattori determinanti: l’utilizzo di un nastro con caratteristiche particolari; la metodologia di applicazione; la tecnica di taping che viene definita decompressiva o “in scarico” e quella definita compressiva o “in carico” la competenza dell’operatore.

Scendendo nei dettagli pratici, il nastro è costituito da cotone di alta qualità con uno strato adesivo in acrilico e ha la caratteristica fondamentale di avere, in lunghezza, circa la stessa elasticità della pelle (40%); è, inoltre, ipoallergenico, traspirante e resistente all’acqua.

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